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Dieci anni di Ecosistema Scuola Legambiente presenta la sua ricerca annuale sulla qualità dell'edilizia scolastica; molti i nodi irrisolti

Data: 25/02/2010


Categoria: Scuola e Formazione


Tracollo dei capoluoghi pugliesi Foggia la più preoccupante nella graduatoria del rischio. In Puglia il 60,61% di scuole necessita di interventi di manutenzione urgenti. Male le mense biologiche mentre buoni risultati su raccolta differenziata, risparmio energetico e uso delle rinnovabili negli edifici scolastici.

Ecosistema Scuola, la più completa indagine sull'edilizia scolastica nel nostro Paese, compie dieci anni. Presentata oggi a Napoli, nasce con l’obiettivo di restituire una fotografia di quanto gli enti locali competenti investano su politiche che intrecciano la sicurezza e la sostenibilità degli edifici con l’applicazione di buone pratiche. Il dossier evidenzia pochi passi avanti e molte situazioni di stallo, a cominciare dall’età avanzata di buona parte dei 42.000 edifici scolastici italiani e della conseguente necessità di investimenti in manutenzione straordinaria, dal mancato completamento dell’Anagrafe scolastica a 14 anni dal suo avvio e dall’assenza di programmazione. All’indagine, che analizza i dati forniti dai Comuni capoluogo di Provincia sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado nell’anno 2009, hanno risposto 95 dei 103 Comuni interpellati. All’indagine partecipano anche le Province che hanno competenza rispetto alle scuole superiori, ma in Puglia nessuna ha risposto.
Anche quest’anno, com’è tradizione, il Centro Nord si conferma in testa alla graduatoria del livello di qualità dell’edilizia scolastica delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Confermata la Toscana che con Prato (1°) e Livorno (7°) da diversi anni apre la classifica con due città tra le prime dieci, così come l’Emilia Romagna, con Parma (2°) e Modena (6°), e il Piemonte, con Biella (3°) e Asti (6°). La prima città del Sud è Benevento al 21° posto.
“In Puglia –dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia- si registra un tracollo delle città capoluogo pugliesi rispetto allo scorso anno, a cui si aggiunge Brindisi che non entra in classifica perché ha fornito dati incompleti”.
Nella classifica generale, Lecce, che per alcuni anni è stata fra le prime dieci in classifica, è slittata al 34° posto, Foggia scende al 69°, Taranto al 71° posto e Bari addirittura all’85° posto, penalizzata anche dall’invio di dati in alcuni casi incompleti. Nella graduatoria delle pratiche ecocompatibili, Lecce è al 36° posto rispetto all'8° dell'anno scorso, Foggia guadagna una posizione passando dal 67° posto al 66°. Precipita Bari all'88° posto rispetto al 66° dello scorso anno mentre Taranto è ferma al 75°. Nella graduatoria del rischio, inerente il livello di attenzione sulla qualità dell’edilizia scolastica, il comune che desta più preoccupazione è quello di Foggia al 6° posto seguito da Taranto al 58°, Lecce al 64° e Bari al 66°.
“Dall’indagine –continua Tarantini- che ha preso in esame in Puglia 293 edifici scolastici ed una popolazione di studenti pari a 76.368, emerge in sintesi che il 60,61% edifici scolastici necessitano d’interventi di manutenzione urgenti, non decollano le mense biologiche ma si registrando segnali positivi solo sul fronte della raccolta differenziata, del risparmio energetico e dell’uso delle rinnovabili”
Scendendo nel dettaglio, su 293 edifici scolastici presi in esame, il 47,12% sono stati costruiti tra il 1974 e il 1990; il 60,61% necessitano di interventi di manutenzione urgenti e nessun edificio scolastico è stato costruito secondo criteri di bioedilizia. Per quanto riguarda le caratteristiche degli edifici, il 59,39% dispone di un giardino, mentre il 44,37% non ha ancora strutture per lo sport. La grande novità del dossier di quest’anno, oltre all’ampliamento della ricerca alle scuole dell’infanzia, è il rilevamento degli investimenti delle amministrazioni comunali per la manutenzione straordinaria e ordinaria degli edifici scolastici. La media degli investimenti straordinari per ogni edificio in Puglia ammonta a 6.233,18 € mentre è di 4.273,50 € la spesa per gli interventi ordinari, cifre ancora basse rispetto al resto d’Italia.
Per quanto riguarda le certificazioni, crescono le scuole in possesso del certificato di prevenzione incendi con il 57,89%, il certificato di agibilità igienico-sanitaria lo possiede il 26,06%, subendo un calo rispetto allo scorso anno, e le scale di sicurezza sono state realizzate nel 32,42% delle scuole. Le porte antipanico sono presenti nel 73,33% degli istituti mentre il 90,58% ha svolto le regolari prove di evacuazione. Il 46,06% degli istituti si è impegnato nell'eliminazione delle barriere architettoniche.
Migliora la situazione sul fronte delle pratiche ecocompatibili. Il 46,06% degli edifici utilizza fonti d’illuminazione a basso consumo mentre il 12,12% utilizza fonti d’energia rinnovabile. A tal riguardo la Puglia è, infatti, al di sopra della media nazionale piazzandosi al 4° posto della classifica nazionale. Rispetto allo scorso anno si registra netto miglioramento nella raccolta differenziata nelle scuole: pile e carta rimangono i materiali più differenziati, con un salto di qualità sostanziale rispetto allo scorso anno. Non migliora la situazione sulle mense biologiche, infatti, su 6.476 pasti serviti solo il 13,90% è parzialmente biologico mentre sono pari a 0 quelli interamente biologici.
In pochissimi casi troviamo scuole situate in prossimità di zone inquinate e a rischio: nel 5,12% dei casi vicino ad antenne ed emittenti radio-tv, nel 1,71% ad aree industriali, nel 2,11% delle scuole è certificata la presenza di amianto ma nell'8,42% si è proceduto a bonifica negli ultimi due anni.
Il 23,89% delle strutture scolastiche sono a rischio sismico così come quelle situate a soli 200 metri da fonti di inquinamento acustico.
“Per migliorare le condizioni dell'edilizia scolastica -conclude Tarantini- Legambiente chiede il monitoraggio costante degli edifici e più risorse e finanziamenti alle scuole oltre al completamento dell'anagrafe scolastica prevista dalla L.23/1996”.

Autore/Fonte: Legambiente

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