Legambiente Otranto

Emergenza rifiuti nel Basso Salento

Data: 10/01/2009


Categoria: Sostenibilità


Dopo giorni di caos e polemiche tra istituzioni e cittadini, finalmente si è discusso delle problematiche afferenti lo smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti nei bacini di utenza Le/2 e Le/3 ed, in particolare, dello smaltimento dei rifiuti nella discarica di Ugento per raggiungere soluzioni accettabili. Al termine del vertice, le novità riguardano la rimozione dei rifiuti dalle strade di alcuni Comuni del Salento; la chiusura entro il prossimo 30 giugno della discarica di Ugento e l'entrata in esercizio a regime degli impianti previsti.

Anche nel Basso Salento, dopo una serie di confusioni e strumentalizzazioni politiche, è puntualmente arrivata l’emergenza rifiuti.
E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità, cittadini compresi.
Responsabilità che sono, innanzitutto, dei Comuni del territorio salentino (fatta salva qualche eccezione), e della loro incapacità di avvicinarsi alle percentuali previste dal D. L. n. 152/06 che al 31/12/08 erano del 45%, mentre per i Comuni dell’ATO-Lecce, secondo il rapporto “Comuni Ricicloni Regione Puglia 2008”, la media della raccolta differenziata nel 2007 si ferma a poco più del 10%, con solo 82 Comuni (pari a circa un terzo del totale dei centri) che superano questa soglia. Mentre i restanti due terzi raggiungono percentuali inferiori, con addirittura 43 Comuni al di sotto del 5% e 42 di cui non si hanno dati disponibili.
In questo stato emergenziale, le cui vittime predestinate sono il territorio e le sue popolazioni, il Salento e la Regione Puglia tutta, sta giocando un ruolo importante per rilanciare concretamente la sfida della sostenibilità.
Legambiente, in considerazione di quanto suddetto, invita i Sindaci Salentini ad investire seriamente nella raccolta differenziata porta a porta, ferma ancora a percentuali piuttosto basse, e ad attuare strategie efficaci che portino alla realizzazione degli impianti di compostaggio e di bio-stabilizzazione, senza dimenticare quelli per il recupero energetico, sui quali andrebbe evitato il ricorso ad incentivi distorsivi (CIP 6), incrementando invece le tariffe di conferimento.
Resta comunque il nodo dell’ecotassa (nata per punire i Comuni meno attenti nell’esercizio della raccolta differenziata) che sarebbe dovuta partire dal 1 gennaio 2009, ma che, proprio su richiesta dei Sindaci, è stata prorogata all’inizio dell’estate.
E’ inutile nascondere che, averla procrastinata significa disincentivare quest’attività ancora poco popolare al Sud.
Riteniamo, infine, che solo attraverso questi pochi accorgimenti si concluderà una volte per tutte la stagione dello smaltimento in discarica.

Autore/Fonte: La Direzione

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