Legambiente Otranto

DOPO ANNI DI PERIPEZIE FORSE.....UN APPRODO!!

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Data: 10/12/2008


Categoria: Ambiente e territorio


La pianificazione della portualità turistica, è noto, comporta l’individuazione di tutte quelle infrastrutture portuali idonee sia sotto il profilo tecnico che economico e, soprottutto, ambientale attribuendo ad ognuno di esse un ruolo che la identifichi all’interno di un circuito nautico integrato con gli itinerari turistici terrestri.
Pertanto, l’esigenza di un’attenta pianificazione è oggi ancora più sentita che nel passato alla luce dei recenti cambiamenti istituzionali e culturali verificatesi sia a livello nazionale che internazionale.
Per ciò che concerne il profilo istituzionale alcune leggi recenti hanno sancito il passaggio pressoché completo delle competenze in materia di portualità turistica dallo Stato agli enti Locali (D.P.R. n.509/97, Legge n. 88/98 e successive modificazioni e integrazioni, ecc.).
Se da un lato, questa soluzione agevola l’iter procedurale del rilascio della concessione demaniale, dall’altro rischia di sovraccaricare la costa di inutili strutture sovrapponibili.
La stesura del PRC (Piano Regionale delle Coste) rappresenta, a tal proposito, lo strumento pianificatorio che dall’analisi comparativa tra criticità e sensibilità dei luoghi del territorio costiero, sancisce criteri oggettivi di operatività affinché il possibile intervento (oggetto della concessione) non ne stravolga definitivamente il delicato equilibrio ambientale.
E’ opinione, largamente diffusa e condivisa, che il porto turistico sia fonte di sviluppo per la località in cui si trova; condizione necessaria, tuttavia, per il successo di un’infrastruttura portuale turistica è che vengano rispettate al contempo la corretta progettazione, la puntuale realizzazione, la gestione efficace e soprattutto la sua esatta collocazione all’interno di un quadro generale di interventi che abbia come obiettivo lo sviluppo sostenibile del territorio.
Per ciò che concerne il quadro culturale di riferimento, il grande cambiamento che ha investito la pianificazione territoriale urbanistica in generale e quindi anche quella costiera e portuale in particolare, riguarda l’introduzione della dimensione ambientale quale riferimento costante di qualsiasi azione da intraprendere.
E’ intuitivo che il turismo, la cui ragion d’essere risiede proprio nell’esistenza di un patrimonio ambientale e storico-culturale di cui godere, deve, per primo, trovare formule attuative non solo rispettose del patrimonio suddetto bensì volte alla valorizzazione e al recupero: in una parola “sostenibili”.
Tutto ciò è espressamente sancito nel Rapporto della Commissione per lo Sviluppo e l’Ambiente (Commissione BRUNTLAND, 1987) dal titolo “Our Common Future”.
Pertanto, alla luce di quanto su esposto, chiediamo all’Amministrazione Comunale nella valutazione dei vari progetti, dell’infrastruttura portuale turistica di Otranto, presi in esame nella Conferenza dei Servizi la massima attenzione su:
- la dotazione delle infrastrutture di soluzioni tecniche ed architettoniche, non solo rispettose del delicato ecosistema marino-costiero esistente (in considerazione che si va ad operare in un area S.I.C.), bensì volte anche alla valorizzazione in linea con le tradizioni costruttive locali, ponendo la massima attenzione per l’investimento sia delle opere marittime che delle tecniche specifiche di ripristino della posidonia oceanica;
- il dimensionamento legato alle reali esigenze del mercato, valutando l’opportunità che il bacino (esterno) sia destinato alla ricettività di imbarcazioni di una certa stazza (da m. 20 in su), questo per evitare una specularità del bacino portuale attuale;
- la dotazione quali-quantitativa dei servizi, delle opere a terra e del conseguente uso del suolo, a tal proposito sarebbe opportuno valutare attentamente le volumetrie che investono l’area demaniale in questione, trovando ove sia possibile soluzioni alternative tali da non compromettere in maniera definitiva la componente paesaggistica e l’identità del territorio;
- il controllo della gestione dell’infrastruttura portuale non sia consegnato esclusivamente ai privati, ma che sia, in gran parte, prerogativa dell’Ente pubblico.
Queste sono alcune delle riflessioni che poniamo sia all’attenzione pubblica che all’Amministrazione Comunale, affinché venga assicurata la conservazione delle risorse attuali in modo che siano garantite alle generazioni future le attuali potenzialità.
L’augurio che facciamo è che il porto turistico diventi veramente volano di uno sviluppo sostenibile che permetta al territorio una crescita sia economica che culturale.

Autore/Fonte: La Direzione

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