Legambiente Otranto

Parco di Otranto, statuto approvato

Parco Costiero "Otranto-S.Maria di Leuca",Baia dell'Orte

Data: 09/02/2008


Categoria: Ambiente e territorio


LECCE — Il Consiglio provinciale, riunitosi ieri mattina in seduta straordinaria, ha approvato lo schema di atto costitutivo e la bozza dello statuto del consorzio che dovrà gestire il parco «Costa di Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase ».

L'ente di Palazzo dei Celestini posa così la prima pietra di quella che diventerà la struttura destinata a dare impulso all'oasi naturalistica, sia pure a quasi un anno e mezzo dalla sua istituzione. Ma è proprio nei confronti dei ritardi della Provincia che Legambiente punta il dito contestando all'assemblea presieduta da Giovanni Pellegrino di aver perso troppo tempo.
Sono ben undici i paesi che ricadono nell'area protetta e perciò la Provincia è chiamata a svolgere un delicato compito di coordinamento. Maurizio Manna, presidente provinciale dell'associazione ambientalista, non risparmia critiche neppure ai comuni additati come «attori passivi» di un processo che, invece, prevede il loro pieno coinvolgimento nelle azioni di tutela e gestione delle aree naturali. Il parco «Costa di Otranto» è stato istituito con la legge regionale numero 30 del 26 ottobre 2006, ma non ha ancora un ente gestore. «I ritardi della Provincia sono gravi - accusa Manna - troppo tempo è passato inutilmente. Ma accanto alla Provincia ci sono i Comuni - rincara Manna - con le loro responsabilità non meno pesanti. E nei confronti di questa grave inerzia Bari non prende provvedimenti». Secondo l'associazione del cigno verde su sei parchi finora creati dall'ente di via Capruzzi nel Salento, solo uno funziona come dovrebbe, quello leccese di Rauccio. «I Comuni sono molto indietro con gli strumenti di attuazione - afferma ancora Manna - dimostrandosi quasi sempre incapaci di attuare efficaci tutele e di attivare un sistema economico legato alle aree naturali. Stiamo parlando dei sistemi di fruizione compatibile, per non tirare in ballo quelli di promozione che sono completamente assenti. Le oasi naturalistiche sono una risorsa eccezionale, ma questo le amministrazioni locali stentano a capirlo ».
Oltre a quelli di Otranto-Leuca e Rauccio, in provincia di Lecce sono stati istituiti i parchi di Ugento, Punta Pizzo di Gallipoli, Portoselvaggio, nel territorio di Nardò, e Palude del Conte a Porto Cesareo. «E' vero i parchi naturali salentini sono stati istituiti da tempo, ma devo comunque apprezzare quanto sta facendo la Provincia di Lecce per mettere in moto l'oasi di Otranto- Santa Maria di Leuca», risponde l'assessore regionale all'Ecologia, Michele Losappio. «Né si può contestare alla Regione di non aver fatto il suo dovere - insiste - perché abbiamo completato la rete dei parchi lasciando, come previsto, che gli enti locali facessero il resto. La nostra azione è stata importante in quanto ha posto un punto fermo nella tutela di territori dal grande valore ambientale. I comuni non fanno il loro dovere? Allora mi chiedo cosa sarebbe successo se addirittura la Regione non avesse fatto la sua parte».
Ma nella rete dei gioielli naturalistici salentini c'è un grande assente. E' il parco degli Alimini, ad Otranto. Un'oasi arenatasi sul nascere diversi anni fa. «Alimini rappresenta il nostro cruccio più grande - conferma Manna - bloccatosi in sede di pre- conferenza a causa di forti ostacoli provenienti dal territorio. Il problema non è mai stato quello dell'esistenza di attività agricole intensive, come si vuol far credere, ma di vere e proprie speculazioni edilizie con due o tre villaggi turistici a recitare un ruolo di primo piano. Sta di fatto che si è preferito sospendere tutto».

Autore/Fonte: Corriere del Mezzogiorno - LECCE -

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